I 10 buoni motivi per “non andare” dallo psicologo


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho lanciato in questi giorni un breve sondaggio sui “10 buoni motivi per non andare dallo psicologo. L’obiettivo era di provare a capire quali resistenze/ostacoli ci sono tra le persone ed il percorso psicologico/psicoterapeutico.

Sono molto sorpresa, anzi felicemente sorpresa, perché mi aspettavo molta più chiusura nei confronti di una professione non ben conosciuta e che spesso viene associata alla malattia mentale intesa come “pazzia”! Che poi, diciamocelo, ….cos’è la pazzia e cos’è la normalità? …forse solo differenti punti di vista e modi diversi di vivere ed affrontare la vita, più o meno comuni agli individui ;-)

Comunque, il primo buon motivo per non andare dallo psicologo è il costo! Questo significa che molti non escludono a priori la possibilità di andarci, ma semplicemente la ritengono una spesa troppo onerosa. Ovviamente c’è da considerare che il “troppo” è relativo e dipende dal valore che ognuno di noi gli attribuisce. Per alcuni potranno essere troppi 20 euro, per altri 60, per altri ancora 100. Presto capiremo meglio a cosa si avvicina questo troppo, e faremo chiarezza su quanto le persone pensano costi una seduta dallo psicologo. Volevo solo fare una piccola riflessione: se il nostro corpo ci dà segnali di disagio e di malessere, troviamo sicuramente il modo per andare da uno specialista. Perché non possiamo farlo anche per la nostra mente?

Il secondo buon motivo che è emerso dal sondaggio è ……che non ci sono validi motivi per non andarci.
Su questa opzione, (che mi è piaciuta moltissimo), c’è ben poco da dire, se non che riflette finalmente una apertura verso questo tipo di percorso, la capacità e la volontà delle persone di lavorare per la scoperta e accettazione di sè.

Il terzo buon motivo, che mi aspettavo effettivamente tra i primi, è  non sono matto!
Mi fa un pò sorridere e credo che sia uno di quei luoghi comuni che spesso si associa all’andare dallo psicologo. E’ un pò un modo di difendersi, di allontanarsi da un’idea di diversità e stranezza che ci spaventa, un rimarcare che si è NORMALI, ….come tutti gli altri! Anche  se poi cerchiamo continuamente di distinguerci dagli altri.

Il quarto motivo è: non credo nella psicologia!
Sembra una forma di ateismo, una scelta tra “credo/non credo”, una domanda amletica del tipo…”ma Dio esiste?”.
La psicologia non è una religione, è una scienza che studia il comportamento umano degli individui ed i loro processi mentali, le relazioni che intercorrono tra gli individui e l’ambiente. Lo psicologo può aiutare a comprendere la natura di un malessere, a conoscere pienamente se stessi, a lavorare sulle proprie dinamiche interne e relazionali, intraprendendo un percorso di scoperta e conoscenza di sè.

Saltiamo il quinto, che è simpatico, ma poco utile al sondaggio e passiamo al sesto buon motivo: si hanno più casini di prima!
Come non essere d’accordo? Verranno fuori lungo il percorso terapeutico mille nodi da sciogliere, tante situazioni da affrontare, molte emozioni da tollerare, limiti da superare ed il proprio sè da accettare. Con un percorso terapeutico e la voglia di investire e lavorare su se stessi, tutti questi “casini” pian piano verranno analizzati e risolti, per raggiungere la consapevolezza e l’accettazione!

Settimo motivo: risolvere i problemi da solo dà più gusto. Una bella soddisfazione, decisamente! Ma quanto sono alte le aspettative nei nostri confronti? Fino a che punto possiamo reggere il peso di riuscire da soli a risolvere situazioni che ci fanno stare male? Perché non possiamo permetterci di chiedere aiuto? Sarebbe una sconfitta?

Ottavo motivo: la terapia dura tanto. La terapia dura il tempo che si vuole che duri. Dipende da quanto vogliamo lavorare su noi stessi, quanto siamo disposti a conoscerci e metterci in gioco. Non ci sono vincoli o imposizioni, insieme al terapeuta si deciderà sul percorso da intraprendere.

Nono motivo: i fatti miei non li racconto ad un estraneo! E’ molto più semplice raccontare i fatti propri ad un estraneo, che non ti giudica, non ha particolari opinioni su di te, non deve darti nessuna approvazione, non ha aspettative nei tuoi confronti, che parlare con una persona che conosci e con cui hai legami affettivi. La situazione terapeutica è uno spazio tutto tuo in cui potrai ascoltare te stesso e tirare fuori ciò che in una relazione amicale non può avvenire….perché non sei totalmente libero! Lo psicologo pian piano ci aiuterà a metter via tutte le nostre difese e ad essere veramente noi stessi.

Decimo motivo, molto divertente, è: perché mi serve lo psichiatra. Se da una parte allontaniamo l’idea di pazzia, dall’altra ne siamo attratti, ci piace sentirci diversi, un pò particolari, perché questo ci aiuta a distinguerci dagli altri. A volte è difficile accettare di essere “normali” !… piuttosto ci piacerebbe essere delle eccezioni, perché questo ci fa sentire importanti.

Questo sondaggio vuole essere un modo, anche un pò leggero, per provare a riflettere e a confrontarsi su argomenti a cui tengo particolarmente. Ringrazio tutte le persone che hanno partecipato al sondaggio e invito tutti a scrivere le proprie riflessioni o commenti… e magari anche suggerimenti.

Per chi volesse avere informazioni private, ecco i miei contatti

Comments & Responses

2 Responses so far.

  1. patrizia poltano scrive:

    Ciao, mi chiamo Politano Patrizia, sono una tua collega, ti ho citato su un mio articolo richiamando il tuo, che è ben fatto per rafforzare l’idea che il disagio psicologico va curato come i problemi fisici.. Se facciamo squadra, prima o poi il nostro approccio sarà usato. Grazie e complimenti! Pat

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>