Ho paura di impazzire, ho paura di morire, ho paura di perdere il controllo: l’attacco di panico


” Mi batte il cuore all’impazzata, non riesco a respirare, ho la nausea, ho paura di perdere il controllo, ho paura di impazzire, ho paura di morire”

Sono questi i pensieri che generalmente caratterizzano un attacco di panico. L’attacco di panico è fondamentalmente la paura di avere paura, che non ti lascia scampo, che ti terrorizza e ti fa vivere costantemente con l’ansia che in qualsiasi momento possa tornare un nuovo attacco di panico. Non è chiaro il motivo per cui si ha paura, ma si ha paura, paura di qualcosa di minaccioso, di incontrollabile.

I sintomi che caratterizzano l’attacco di panico secondo il DSM IV sono:

  • palpitazioni o tachicardia
  • sudorazione
  • tremori fini o grandi scosse
  • difficoltà nel respiro o sensazione di soffocamento
  • sensazione di asfissia
  • dolore o fastidio al petto
  • nausea o disturbi addominali
  • sensazioni di sbandamento, instabilità, svenimento
  • derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi)
  • paura di perdere il controllo o di impazzire
  • paura di morire
  • brividi o vampate di calore

L’attacco di panico arriva all’improvviso, senza nessuna apparente spiegazione e ti senti sopraffatto da qualcosa che non comprendi.

La cosa che più colpisce è la sensazione di estraneità: l’ansia e la paura vengono proiettate all’esterno, come se il pericolo e la minaccia venissero da fuori, come se non appartenessero alla persona.

Un paziente mi raccontava di essere in auto lungo la strada che collega Osimo ad Ancona, quando improvvisamente fu colpito da questo sgradevole e terrificante senso di tormento, di agitazione. Cominciò a sudare, aveva le palpitazioni, sentiva che qualcosa di imminente stava per accadere e la paura lo pervase totalmente. Fu costretto a fermarsi. In preda all’ansia, non poté far altro che chiamare sua moglie che dopo averlo rassicurato, lo raggiunse.

Dottoressa, in quel momento ero terrorizzato, non sapevo cosa fare, il cuore mi batteva così forte che ho avuto paura di morire. E’ successo all’improvviso, sono sempre stato bene, non ho mai avuto problemi, nella mia vita è sempre stato tutto così tranquillo!”

La paura nelle situazioni di ansia e di attacchi di panico è che possa succedere qualcosa, dall’esterno, ma questo è frutto di una proiezione: avviene cioè che si porti sull’esterno, al di fuori di se stessi, la causa della propria paura. La persona che si rivolge allo psicologo chiede di liberarsi da qualcosa che non è suo, che non gli appartiene, che gli è piovuto addosso all’improvviso, ma che non lo riguarda.

“Lei crede che guarirò completamente dagli attacchi di ansia e di panico?” La concezione è che ci sia un corpo che dà dei segnali sbagliati, di malattia, che va al di fuori del proprio controllo e per questo va guarito.

In realtà, le cause che si nascondono dietro a questo modo di sentirsi, non sono mai riconducibili a fatti obbiettivi o a dati concreti, bensì a motivazioni psicologiche molto profonde. Il modo in cui percepiamo la realtà esterna è frutto del nostro processo di elaborazione degli stimoli, che è fondamentalmente orientato dalla nostra emotività. La realtà non è qualcosa di definito e coerente, ma piuttosto qualcosa che ognuno di noi filtra con i suoi occhi, con la propria individualità. E’ la dimensione interna che carica la realtà di valore e attribuisce significato all’esperienza.

Per questo è importante fare una distinzione tra il concetto di “farsi curare” e il “prendersi cura di sè” attraverso una analisi del proprio mondo interno, delle proprie emozioni, dei propri bisogni e delle proprie fantasie. E’ importante analizzare le rappresentazioni interne di se stessi e degli altri che abbiamo creato, in particolare le rappresentazioni che ci portiamo dentro rispetto ai rapporti affettivi.

Bisogna riconoscere, accettare ed imparare ad esprimere la propria emozionalità, poiché quando soffochiamo la nostra individualità, il corpo ci viene in aiuto costringendoci a guardare dentro noi stessi, per essere ricondotti alla propria essenza. Dobbiamo tradurre in parole quello che avviene dentro se stessi, accettando di confrontarci con i propri limiti o le proprie paure.

Lo psicologo aiuta la persona ad analizzare la sua dimensione emozionale, lo aiuta a cogliere il senso che il proprio malessere esprime, ricollegandolo alla sfera emotiva relazionale. In questo senso il percorso terapeutico diviene un tramite per poter riconoscere aspetti della propria identità che ci erano nascosti ed azzardare nuove strade verso la comprensione della propria realtà psichica e del mondo che ci circonda.

Se senti che sei veramente stanco della tua ansia, che vuoi liberarti dagli attacchi di panico e vuoi comprendere il vero significato del tuo malessere, contattami per un appuntamento. Insieme capiremo le cause più profonde del tuo problema, comprenderemo pian piano il tuo mondo interno e potrai sperimentare nuovi modi per relazionarti ed affrontare le tue paure.

Riprenditi la tua vita: prenditi cura di te e fai un passo verso il tuo benessere!

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Comments & Responses

18 Responses so far.

  1. roberto scrive:

    Soffro da quasi 11 anni, adesso le mie paure più grandi sono la paura di perdere il controllo, e fare cose che non vorrei fare, e la paura di non controllare il respiro…penso sempre a come nn fare caso al mio respiro…sto molto male…

    • Salve Roberto, la ringrazio per aver lasciato il suo commento ed aver condiviso con noi la sua esperienza. Non deve essere semplice convivere con queste paure.
      Ha mai pensato di rivolgersi ad uno psicologo per provare ad affrontare le paure che la fanno stare così male?

      • roberto scrive:

        Si, ci sono stato, ma mi creda dott nn serve a nulla…non so come devo fare per riuscire a guarire. .potrò riprenderni la mia vita? O magari ricominciarne una nuova?

      • Mei scrive:

        Sono una ragazza molto sensibile, forse troppo. ogni cosa mi fa andare in crisi, crisi in cui mi blocco, soffoco un urlo e piango in silenzio, arrivo a farmi bruciare la gola quando cerco di trattenere tutto ciò.
        sono stata dallo psicologo, tre mesi di sedute per risolvere molti problemi. finiti i tre mesi era tutto apposto, poi è tornato tutto come prima. quando mi arrabbio piango, quando sbaglio faccio la stessa cosa e mi viene una voglia assurda di farmi del male, prima mi graffiavo, adesso ho imparato più o meno a controllarlo e strappare foglio o tirare pugni contro muri o altro. non ho una vita sociale, ho 19 anni, ma sono sempre in casa, non mi sfogo mai con nessuno perchè non ho amici. mi dicono che sono troppo debole che devo smettere di prendere tutto così seriamente, ma non riesco a gestirlo! ho paura di perdere il controllo e non di fare del male agli altri, ma a me perchè so che ne sono capace.
        vorrei sfogarmi on qualche modo, sport o cose simili, ma odio stare con altre persone.
        chiedo aiuto.

    • Thomas scrive:

      Ciao sono Thomas ho 31 a 17 ho avuto il primo attacco di panico successivamente sono peggiorato e mi è stato riscontrato il dap,mi sono curato con psichiatra e psicologo per 2 anni poi sono svaniti la mia paura più grande e sempre stata la paura di essere pazzo o di fare qualcosa che non vorrei mai ma i pensieri su focalizzavano sempre li.per 10 e passa anni sono stato bene ora da 1 annetto non ho avuto panico ma ansia forte da farmi avere paura di essere pazzo torno sempre li perché è il pensiero che mi spaventa di più anche io so cosa passi ciao

    • Laura scrive:

      CiaoI polmoni, come altri nostri organi, sono involontari cioé non possiamo controllarli noi anche volendo, non possiamo decidere di smettere di respirare o di far smettere il nostro cuore di battere, quindi la tua è solo l immaginazione che hai di non respirare, ma di fatto respiri. Non puoi baloccare il respiro . L ansia te lo accorcia ma non si muore soffocati ciao

  2. chiara scrive:

    Roberto, comprendo che possa essere difficile, ma il percorso di psicoterapia seppur lungo e pieno di ostacoli, credo sia l’unico modo per riuscire ad affrontare e risolvere la situazione. Spetta innanzitutto a lei decidere di intraprendere un percorso di questo tipo ed accettare che sarà lei, con l’aiuto di un terapeuta, a trovare le risposte, a decidere di voler riprendere la sua vita e a voler lavorare sulla comprensione e conoscenza di sé e del malessere che l’attacco di panico in qualche modo esprime. Le auguro di poter trovare il terapeuta più adatto a lei che la accompagni lungo questo percorso e che la aiuti a ritrovare la sua strada.

  3. paolo scrive:

    Cara dottoressa ma è vero che la paura di impazzire non porta mai alla follia ? Paolo

  4. anna scrive:

    Gentile Dott.ssa, fra novembre e dicembre ho subito un caso di stalking da parte di un ragazzo che avevo lasciato e che mi ha portata a vivere un intero mese in stato d’allarme (ora il ragazzo è seguito da un centro di salute mentale). Il corpo ne deve aver risentito e ho preso un’influenza dopo dieci anni che non mi capitava. Ho di seguito fatto una buona cura ricostituente perchè mi sentivo fisicamente a pezzi. Mentalmente ho resettato l’episodio chiedendo ai miei amici di non parlarmi più della persona in questione e di un’altra che a causa sua ho perso e diciamo che così la situazione è migliorata, nel senso che sono riuscita a prendere mentalmente le distanze dall’evento traumatico. Posso però dirle che una settimana fa, mi ha contattata il centro che segue il ragazzo per comunicarmi alcune cose e io ho cominciato a tremare e mi sono sentita nel panico. A inizio gennaio del tutto inaspettatamente, quando meno me l’aspettavo, è entrato nella mia vita un uomo, il migliore che potessi mai aspettarmi di incontrare e così abbiamo cominciato una relazione. Penso di amarlo e non saprei che Santo ringraziare per il fatto di averlo incontrato. Il fatto è che da qualche giorno, senza alcun motivo apparente, quando sono con lui, ho dei momenti nei quali provo i seguenti stati: ansia al centro del petto, paura, confusione al cuore, senso di estraniazione e impossiblità di mettermi in contatto con le mie emozioni. A tratti lo guardo e pur sapendo di amarlo, non riesco più a percepire l’emozione e quasi non so chi è. Io davvero in passato ho vissuto raramente stati d’allarme e d’ansia e non so se pensare che questa cosa sia collegata indirettamente all’evento traumatico che ho vissuto o se sia dovuto anche in parte al fatto di potermi sentire inadeguata perchè mi ritrovo in una situazione di felicità perfetta mai sperimentata prima (io lo amo, lui mi ama e sembriamo fatti l’uno per l’altra). Ieri durante uno di questi attacchi ho pensato che se non riprendevo il controllo di me, non avrebbe più avuto alcun senso vivere perchè non avrei saputo dove andare per stare meglio, pensavo sarei impazzita. Ne ho parlato con lui e lui mi ha offerto tutto l’appoggio necessario. Solo io voglio capire che mi prende e se possibile eliminare il fenomeno vivendomi questa bellissima relazione in pace. Grazie per tutto l’aiuto – consigli comportamentali, procedure mentali ecc.. – che potrà darmi. Anna

  5. Giuseppe scrive:

    Gentilissima dottoressa le chiedo in ginocchio di leggere il mio commento e di rispondermi. 8 anni fa ho avuto problemi legati ad ansia attacchi di panico confusione sonnolenza e agitazione i terna ho curato il tutto per 2 anni con zoloft e xanax gocce diciamo che non sono guarito ma sono riuscito fini ad due mesi fa ad avere una vita normale. Dico due mesi fa perche la mia confusione mentale il nervosismo l’ agitazione interna sono tornati ho cercato di tranquilizzarmi con camomille e tisane ma le cose non sono migliorate anzi si è aggiunta una insonnia totale di due settimane. Nin dormendo mi sentivo più confuso di prima e il mio medico generico mi ha prescritto lendormin. Il problema è che non dormivo ugualmente. Continuando a stare male sono andato dal psichiatra che ascoltandomi mi ha detto che ho ansia prescrivendomi xanax 0,50 mattina e sera. Per la prima settimana ho dormito serenamente sono stato piu calmo anche se mi portava sonnolenza e sbandamenti. Dalle seconda settimana di xanax i miei sintomi sono ritornati più forti di prima confusione sonnolenza paura fortissima immotivata senso du vertigini e nervosismo da quando mi sono ripresi i sintomi il giorno prima ho fatto un bel po di anestesia locale per devitalizzare u dente potrebbe influire come interazioni con xanan honpreso anche agumintin antiniotico. Si puo guarire da questa situazione?

    • Ernesto scrive:

      Ciao Giuseppe , leggendo il tuo stato , mi sono rispecchiato tantissimo , mi farebbe piacere saper adesso come stai !!

  6. Giusy scrive:

    Salve a tutti ho 22 anni è fin da dodici soffro di ansia. Crescendo questi attacchi si sono placati, ma adesso sono ritornati nella mia vita ancora peggio di come erano. Quasi un anno fa ho avuto dei lutti in famiglia mio nonno paterno e mia zia da parte sempre di mio padre per un brutto male, che non gli ha daTo la possibilità nemmeno di combattere. Da li è apparso come un mostro questo male. Ho fatti un po di psicoanalisi e tutto sembrava andare bene ma adesso sto ri cadendo mi sento debole il mio stato d’animo è sempre giu. Sto avendo dei strani dolori all’intestino e il mio unico pensiero e quello che farò la stessa fine di mia zia. Ogni volta che il mio cuore accelera dico ecco questo è il mio momento mi sta venendo un infarto. Avverto debolezza,giramenti di testa, tachicardia con sudorazione fredda,vampate di calore con tachicardia mancanza di aria, nodo alla gola e il mio benessere e solo di stare sdraiata pensando che in un momento o l’altro morirò d’infarto oppure scoprirò di avere un tumore e per me non ci sarà scampo. Mi sembra di sprofondare in un abisso.

    • chiara scrive:

      Buonasera, immagino sia una situazione molto difficile e dolorosa per lei. Come mai ha interrotto l’analisi? Ha pensato di riprendere il percorso di psicoterapia, soprattuto in questo momento così difficile?
      Le consiglio di riprendere, può aiutarla molto. Un saluto

  7. Kiara'93 scrive:

    A volte specialmente quando sto sola e come se facessi un pò di fatica a respirare con una tosse brutta e mi sento come se avessi un “blocco” allo stomaco (non so se e asma o ansia)…e ho paura di avere anche qualche malattia spesso..infatti ad ogni minima cosa che ho mi faccio delle analisi e quando cammino che ho un forte mal di testa a volte e come se non stessi camminando io…sono preoccupata..

  8. Laura scrive:

    Ciao Roberto i polmoni come altri ns organi sono involontari, non. Li puoi controllare tu, quindi anche se la tua testa decide di non farti respirare, respiri lo stesso, l ansia accorcia il respiro e Qs infastidisce ma non muori soffocato ciao

  9. diana912 scrive:

    Salve , sto proprio male , ho attacchi di panico forti , la mia piu grande paura è rimanere da sola e senza la mia mamma, nn è per niente normale .A volte credo che impazisco , mi vengono nella mente dei brutti pensieri . Nn mi è mai successo cosi nella mia vita , sono disperata . Anche sono dimagrita forte e nn esco con amici .Fra 1 giorno ho un appuntamento da un psicologo , perche nn ci posso piu . A volte piango tanto perche lo so che nn mi merittto tutto questo , mi sembra un grande incubo da qui nn posso uscire . Nn auguro a nessuno quello che sto vivendo io , neanche alle persone piu cattive , perche ti distruge e il mondo interiore si transfoma nel piu peggior incubo . Solo una grande forza di spirito ci puo aiutare e nn mollare mai se anche a volte sembra impossibile . Tante persone nn capiscono quanto sia importante una cura per questo tipo di malatia . Se esco da questa brutta situazione della mia vita , ho detto che aiutero le perone nella stessa situazione . Dobbiamo aiutarci . Se qualcuno di voi ha vinto questa bataglia , vi prego scrivete qua , cosi le persone come io si sentirano davvero felici

  10. Roby scrive:

    Buonasera,
    È da tempo che soffro di ansia… Beh diciamo che fa parte di me per ogni cosa. Ultimamente però mi si è tanto acutizzata da farmi avere proprio crisi di paura autentica.
    Ciò che mi turba adesso sono le partenze in salita con l auto. Ho la patente da 14 anni e ho avuto un piccolo incidente. Premetto che ho sempre cercato di evitare tutti i percorsi in salita da quando guido, però si sa non sono sempre inevitabili… Ci ho convissuto tutto sommato benino, ma in questo ultimo periodo proprio non riesco a starci tranquilla e cerco invano di evitare le cose. Purtroppo non lo posso fare… Significherebbe non andar a trovare più i miei genitori ed è ovviamente impossibile e brutto visto che ho una figlia che è di conseguenza loro nipote… Aiuto

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