Ideologia del gender? L’ordine degli psicologi delle Marche prende posizione


In queste ultime settimane si è discusso molto sulla teoria del gender, una teoria che di fatto non esiste, come non esistono corsi che obbligano i bambini a comportamenti sessualizzati. Esistono in realtà dei progetti volti all’insegnamento del rispetto dell’altro, come ad esempio il Gioco del rispetto, che sono stati in qualche modo fraintesi e che hanno dato vita a numerose polemiche ed una manifestazione a Roma.

Io credo che non si possa obbligare nessuno ad essere qualcosa di diverso da quello che si è. Credo invece che la cosa più importante sia dare alle persone la possibilità e l’aiuto ad essere veramente se stessi, riuscendo ad essere liberi, nel rispetto di sé e dell’altro, nel suo essere se stesso, per quello che è e senza pregiudizi o discriminazioni.

Rispetto alla questione anche l’ordine degli psicologi delle Marche si è pronunciato.
Ecco il comunicato Stampa che trovate sul sito dell’ordine.
Basta teorie fasulle che creano solo confusione” – L’Ordine Psicologi Marche si esprime in merito all’ideologia del gender. L’iniziativa del Family Day dello scorso 20 giugno a Roma è stato la punta dell’iceberg di un’azione nazionale disinformativa sulle questioni di genere. Nelle comunicazioni girate sui social e tramite messaggi su whatsapp, in tono allarmistico, si parlava di corsi di gender nelle scuole con l’obiettivo di obbligare bambini in tenera età a comportamenti sessualizzati, non conformi al luogo e alla maturità reale.

Niente di più falso” – afferma il presidente dell’Ordine Psicologi Marche dott. Luca Pierucci – “considerando che non esiste l’ideologia del gender nè corsi obbligatori di questo tipo nelle scuole per gli alunni e alunne”.

“Si mischiano gli studi di genere, che analizzano e studiano come cambino nelle società e nelle epoche storiche i riferimenti maschili e femminili e come questi incidano sulla condizione di uomini e donne, soprattutto in chiave economica e dei ruoli di genere attesi, con gli standard europei per l’educazione sessuale nelle scuole e con quanto il ddl Fedeli prevederebbe come integrazione dei curricula scolastici”.

Il DDL n.1680, presentato dalla senatrice Valeria Fedeli prevede l’obbligo, solo per docenti e personale scolastico (non allievi/e) di “integrazione dell’offerta formativa dei curricoli scolastici di ogni ordine e grado con l’insegnamento a carattere interdisciplinare dell’educazione di genere finalizzato alla crescita educativa, culturale ed emotiva, per la realizzazione dei principi di eguaglianza, pari opportunità e piena cittadinanza nella realtà sociale contemporanea”.

Riconoscere che esiste, grazie agli studi di Genere, una dimensione di Genere che è anche socialmente costruita dà la possibilità di contrastare preventivamente un sistema di discriminazioni e disuguaglianze basate sulle differenze sessuali.
Ricordiamo che una sana e corretta educazione sessuale, o meglio ancora la promozione della salute sessuale, fin dalla prima età, ha non solo come obiettivo quello di prevenire comportamenti a rischio (malattie a trasmissione sessuale, gravidanze inopportune) ma anche quello di promuovere un atteggiamento maturo, positivo e responsabile verso la sessualità che permetta alle nuove generazioni di costruire un completo e più consapevole benessere psicologico (anche in relazione alla sfera della sessualità della persona).

Riteniamo, come Ordine degli Psicologi, che non si possano e non si debbano utilizzare e distorcere informazioni basate su ricerche e studi scientifici a fini propagandistici e confusivi. L’Ordine continuerà a promuovere iniziative sul tema al fine di contrastare la disinformazione e per favorire la salute ed il benessere psico-fisico delle persone, dalla nascita alla morte.”

Il Presidente
Dott. Luca Pierucci

Comments & Responses

One Response so far.

  1. ivy scrive:

    nelle immagini manca il padre single con figlio, della serie tutti vanno bene tranne il padre ? Uau che apertura mentale.

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